Il Programma Nazionale Ricerca Innovazione e Competitività 2021-2027 (PN RIC) mette a disposizione 262 milioni di euro a fondo perduto per sostenere le imprese del Sud Italia nella produzione di energia da fonti rinnovabili. Un’occasione unica per ridurre i costi energetici, abbattere le emissioni e rafforzare la competitività sul mercato, trasformando la transizione energetica in un vantaggio concreto e immediato.
Chi può accedere
Il finanziamento è rivolto alle imprese, ma per poter accedere è necessario rispettare alcuni requisiti.
In particolare, devono essere situate in aree destinate ad attività produttive, come zone industriali, artigianali o comunque dedicate alle attività d’impresa. Un altro requisito riguarda la localizzazione: il bando è destinato a realtà presenti in comuni con più di 5.000 abitanti.
È prevista, inoltre, la possibilità di partecipazione anche per le reti d’impresa.
Quanto si può ottenere
Uno aspetto particolarmente interessante è la copertura parziale delle spese mediante contributo a fondo perduto.
Nel dettaglio, le micro e piccole imprese possono ottenere fino al 65% delle spese ammissibili, mentre per le medie imprese la percentuale arriva fino al 55%. Anche le grandi aziende possono accedere al finanziamento, con un contributo che può raggiungere il 45%.
In termini concreti, questo significa ridurre in modo importante il capitale necessario per realizzare l’impianto, rendendo l’investimento più accessibile e sostenibile fin da subito.
Come vengono erogati i fondi
Il bando prevede due diverse modalità di erogazione del contributo e l’impresa può scegliere quello più congeniale ed utile in funzione delle proprie esigenze.
In entrambi i casi, una parte del contributo viene erogato in forma di anticipazione e la restante parte a chiusura dei lavori.
Gli investimenti ammessi
Il bando finanzia impianti di nuova realizzazione o il potenziamento di strutture esistenti, con una potenza compresa tra 10 kW e 1.000 kW. Le tipologie ammesse includono impianti fotovoltaici, termo-fotovoltaici e sistemi misti per l’autoconsumo immediato e differito.
È possibile includere sistemi di stoccaggio dell’energia, ma con vincoli tecnici stringenti: il sistema di accumulo deve assorbire almeno il 75% dell’energia dall’impianto a cui è collegato su base annua, e la capacità deve garantire che l’energia prodotta e auto consumata non superi mai il 90% annuo.
Attenzione all’energia in eccesso!
Tutta l’energia non accumulata deve essere ceduta gratuitamente al GSE per 20 anni, per alimentare il Fondo Nazionale Reddito Energetico.
Un impianto sovradimensionato senza un’adeguata consulenza tecnica si trasforma in una perdita finanziaria: l’ingegnerizzazione corretta non è un dettaglio, è il cuore del progetto.
Il fattore tempo
Il termine ultimo per presentare le domande è il 3 luglio 2026.
I fondi, inoltre, sono limitati e si esauriscono rapidamente. Considerando che le fasi di progettazione ingegneristica, approvazione e realizzazione richiedono mesi di lavoro, ogni ritardo aumenta il rischio di non riuscire ad accedere al contributo.
Avviare il percorso oggi non è solo prudente: è l’unica scelta razionale.
Il ruolo di Re-Charge
Re-Charge guida le imprese passo dopo passo, rendendo semplice, sicuro e proficuo ogni investimento in energia rinnovabile. Dalla progettazione dell’impianto fino alla gestione completa delle pratiche burocratiche, ogni fase viene seguita con competenza, trasformando un’opportunità complessa in un investimento concreto e vantaggioso.
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