Facility Parco Agrisolare 2026: Cos’è e come funziona il bando PNRR per il fotovoltaico in agricoltura

Le imprese agricole, zootecniche e agroindustriali italiane possono accedere a contributi a fondo perduto per l’installazione di impianti fotovoltaici sui tetti dei propri fabbricati produttivi.
Con il Decreto ministeriale n. 681806 del 17 dicembre 2025, del 5 febbraio 2026, il Ministero dell’Agricoltura ha dato attuazione alla misura finanziata dal PNRR con una dotazione complessiva di 789 milioni di euro.

L’obiettivo è sostenere la transizione energetica del settore agricolo, ridurre i costi di produzione e favorire l’autoproduzione di energia rinnovabile senza consumo di suolo.

Cos’è

La misura è pensata per incentivare la realizzazione di impianti fotovoltaici esclusivamente su edifici a uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale.

La mission è chiara: produrre energia pulita, migliorare l’efficienza delle strutture rurali e rafforzare la competitività delle imprese, evitando nuovi impianti a terra e tutelando il suolo agricolo.

Perché il Parco Agrisolare è strategico

Il settore agroalimentare è tra i più energivori in Europa. In Italia, i costi energetici rappresentano mediamente oltre il 20% dei costi variabili delle aziende agricole, con punte ancora più elevate in alcuni comparti produttivi.

L’iniziativa nasce per consentire alle imprese di:

  • ridurre la dipendenza dalle fonti energetiche tradizionali;
  • contenere in modo strutturale la spesa per l’energia;
  • migliorare la sostenibilità ambientale delle attività produttive.

Chi può accedere agli incentivi

Possono presentare domanda:

  • imprenditori agricoli, in forma individuale o societaria;
  • imprese agroindustriali;
  • cooperative agricole e loro consorzi che svolgono attività agricole.

Il decreto ammette anche la partecipazione in forma aggregata, con:

  • associazioni temporanee di imprese (ATI);
  • raggruppamenti temporanei (RTI);
  • reti d’impresa;
  • comunità energetiche rinnovabili (CER).

Questa impostazione favorisce progetti condivisi, rendendo l’investimento accessibile anche alle realtà di piccole dimensioni.

Cosa finanzia il bando

Il cuore della misura è l’installazione di impianti fotovoltaici sui tetti di fabbricati strumentali all’attività agricola, con potenza compresa tra 6 kWp e 1.000 kWp.

Accanto al fotovoltaico, il bando finanzia una serie di interventi complementari:

  • sistemi di accumulo dell’energia;
  • dispositivi di gestione intelligente dei flussi energetici;
  • colonnine di ricarica per veicoli elettrici;
  • rimozione e smaltimento dell’amianto;
  • isolamento termico delle coperture;
  • sistemi di aerazione e ventilazione mirati al benessere animale, che migliorano la qualità dell’aria negli edifici zootecnici, riducono stress e rischi sanitari e ottimizzano le condizioni microclimatiche per incrementare produttività e sostenibilità.

L’intervento si configura quindi come una riqualificazione energetica complessiva delle strutture produttive.

Entità del contributo e limiti di spesa

Il contributo è concesso in conto capitale e i costi ammissibili sono definiti dal decreto e dai regolamenti operativi del GSE.
Per il solo impianto fotovoltaico, il costo massimo ammissibile è fissato a 1.500 euro per kWp, mentre i massimali relativi ad accumulo e colonnine possono essere aggiornati in base all’andamento dei prezzi di mercato.

È presente la possibilità di cumulare il contributo con altri bandi e incentivi, nel rispetto dei limiti previsti dalla normativa sugli aiuti di Stato.

Ripartizione delle risorse

Dei 789 milioni complessivi:

  • fino a 16 milioni sono destinati agli oneri di gestione del GSE;
  • la parte restante finanzia i contributi alle imprese.

Le risorse sono suddivise per tipologia di intervento e beneficiario, con una riserva minima del 40% per i progetti realizzati nelle regioni del Mezzogiorno: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Procedura e gestione del bando

Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) è il soggetto attuatore della misura e ne cura la raccolta e la valutazione delle domande, la stipula delle convenzioni e non ultimo l’ l’erogazione dei contributi.

I progetti ammessi dovranno essere conclusi entro 18 mesi dalla data di concessione del contributo.

Criteri di priorità

In fase di selezione, avranno priorità:

  • i soggetti che non hanno già beneficiato dei precedenti bandi Parco Agrisolare;
  • le imprese iscritte alla Rete Agricola di Qualità.

Perché conviene

Un impianto fotovoltaico consente di ridurre in modo strutturale un onere che pesa mediamente oltre il 20% sui costi variabili delle aziende agricole. L’opportunità di cumulare il contributo con altri incentivi può rendere l’investimento ancora più conveniente.

Sicuramente rappresenta una delle principali opportunità PNRR per le imprese agricole e agroindustriali che vogliono investire in energia rinnovabile, ridurre i costi e migliorare le proprie strutture produttive.

Una misura che unisce sostenibilità ambientale, competitività economica e modernizzazione del settore agricolo.

Re-charge al fianco delle imprese agricole

Affidarsi ad un esperto del settore permette di ottimizzare tempi, costi e risultati, assicurandosi che ogni fase dell’installazione sia eseguita in conformità con le normative previste dal bando.

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